Crea sito

Blog di Emanuela Katia Pilloni

La memoria è lo scriba dell'anima.

La Casa Podda a Villasor

  Il Paese Situato a 25 Km a Nord – Ovest di Cagliari, nella fertile pianura del Campidano, il comune di Villasor si erge tra i 22 e i 29 m sul livello del mare, su una vasta zona alluvionale formatasi nel quaternario e attraversata da diversi corsi d’acqua, per lo più a carattere torrentizio, ad eccezione del Flumini Mannu. La felice posizione geografica e il clima mite, favorirono gli...

Read More

Su sabatteri

Su sabatteri     “Le scarpe parlano. E dicono tanto, non solo dei piedi e della postura di chi le possiede. Raccontano l’anima. Mio padre conosceva le scarpe e le persone. È uno dei segreti del mestiere”. Tuo padre era ciabattino? “No, sabatteri. C’è una bella differenza”. Sì, c’è una grande differenza. La stessa che intercorre fra l’arte e l’artigianato. E ad Ignazio Tolu questo non sfugge per...

Read More

Atlantide e la Sardegna.

. Se la Sardegna è terra di miti e misteri lo deve probabilmente a quel suo essere, contemporaneamente, al centro del mediteranno e ai confini della civiltà. E se per il padre della storiografia occidentale, Erodoto, Hyknusa era l’isola più grande del mondo, nella mitologia greca essa era rappresentata piuttosto nelle vesti di una terra paradisiaca, benedetta da una divina eukarpia (abbondanza...

Read More

La Pasqua dell’agnello

  “Sceglietevi e prendetevi degli agnelli per le vostre famiglie, e immolate la Pasqua. E prendete un mazzetto d’issopo, intingetelo nel sangue che sarà nel bacino, e spruzzate di quel sangue che sarà nel bacino, l’architrave e i due stipiti delle porte.. Poiché l’Eterno passerà per colpire gli Egiziani… E quando sarete entrati nel paese che l’Eterno vi darà, conforme ha promesso,...

Read More

S’Aratzia: sogni di fanciulle.

“Appena (la donna sarda) comincia ad entrare in età di giudizio il suo ideale è l’amore: il suo sogno, la sua ambizione è l’innamorato. E dacché ha raggiunto il suo ideale, realizzato il suo sogno, il mondo è suo.” Così Grazia Deledda stigmatizzava le aspirazioni dell’universo femminile sardo in un articolo pubblicato nel 1893: un mondo lontano, poesia di un tempo che non c’è più. Eppure quanti...

Read More

Arrisu cun crasciou: il “sardanios ghelos”

  Duro e pronto a creparsi nel repentino volgere di un attimo, come s’anniadaarrutta a terra e squartarada. Maschera che cela dolore, angoscia o disappunto; smorfia di irrequietezza sempre in bilico tra ilarità e inquietudine. Ma anche un riso amaro, che vaticina la morte designata, simile a quello de is crabittus o de is angionis de pasca. Tutto questo è s’arrisu cun crasciou....

Read More

Brebus e Nuus nella stregoneria speratina

    Relitto di una preistorica civiltà matriarcale che neppure i secoli della (maschilista) dominazione romana hanno saputo ribaltare del tutto, la Sardegna non prescinde mai dal rito. Anzi. È essa stessa un ritus, un ordine prescritto dei rapporti fra gli dei e gli uomini e degli uomini fra di loro, di cui la donna è sempre stata, a un tempo, l’officiante e la vittima sacrificale.  ...

Read More

La Sardegna di Grazia Deledda

     «Ho vissuto coi venti, coi boschi, con le montagne. Ho mille volte appoggiato la testa ai tronchi degli alberi, alle pietre, alle rocce per ascoltare la voce delle foglie; ciò che dicevano gli uccelli, ciò che raccontava l’acqua corrente;…ho ascoltato i canti e le musiche tradizionali e le fiabe e i discorsi del popolo, e così si è formata la mia arte, come una canzone o un motivo...

Read More

Is paixeddas. Un’antica tradizione tra sacro e profano.

  Un paese gioiosamente animato dal chiacchiericcio dei bambini, i campanelli che suonano continuamente e un ritornello, un’antica litania, divenuta ormai un ossessivo adagio: “paixeddas!”. Il 2 novembre a San Sperate è festa grande, ricorrenza imperdibile per i piccoli in età scolare, che, muniti di zaini, affollano le vie del paese in cerca di leccornie. Una consuetudine festosa,...

Read More

Santa Barbara e la sua chiesa  

      Barbara era una vergine bellissima, oggetto del desiderio di tanti pretendenti. Il padre Dioscuro, per preservarne la purezza, fece rinchiudere la figlia in una torre costruita appositamente per lei. Ma questo non impedì alla fanciulla di consacrarsi a Dio. Prima di entrare nel torrione, infatti, si immerse in una piscina d’acqua per tre volte, ripetendo: Battezzasi Barbara nel nome...

Read More